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MISERERE IN FA MINORE  T.TRAETTA

Tommaso Traetta (1727-1779) compose il Miserere (Salmo 50) per la Settimana Santa del 1767, anno in cui fu nominato Maestro del Coro dell’Ospedale dei Derelitti a Venezia. Secondo la consuetudine dei quattro Ospedali la partitura prevede l’uso esclusivo di un coro femminile con parti solistiche accompagnati da soli archi e basso continuo. La semplicità dell’organico non deve trarre in inganno; infatti questo Miserere è complesso e strutturato in 12 sezioni ripartite tra numeri corali, un duetto e diverse arie. Può essere considerato uno dei capolavori della musica degli Ospedali veneziani e sicuramente lo è tale nella produzione musicale sacra del compositore. Traetta, al di là della presenza di Porpora a Venezia qualche decennio prima, inaugurò la definitiva presenza dei maestri di musica “napoletani” nella città lagunare, precedendo la venuta e l’attività di Anfossi, Sacchini e Cimarosa. Questa supremazia si inserì in un momento nel quale la scuola veneziana, al di là di Galuppi e Bertoni, non offriva più compositori di prestigio e si guardava a Napoli come ad una fucina inesauribile di musicisti di ottima professionalità. In effetti questo Miserere è totalmente “napoletano” : fanno fede i momenti contrappuntistici destinati al coro che sfociano in due ampie fughe e la scrittura finemente cesellata delle diverse arie solistiche, nonché quelle semplificazioni della scrittura orchestrale che prevedono quasi sempre la viola suonare all’unisono o all’ottava dei bassi. Partitura sicuramente apprezzata all’epoca, fu dimenticata nel tempo e non ne possediamo neanche l’autografo, sicuramente disperso in seguito allo smembramento degli archivi musicali in seguito alla caduta della Repubblica Veneziana (1797). Sulla sua importanza invece possono testimoniare le fonti manoscritte finora rintracciate: una è dovuta alla penna di Simon Mayr che verosimilmente la copiò a Venezia dall’autografo, un'altra si trova a Milano dove stranamente l’intera composizione viene attribuita ad Antonio Sacchini (e come tale catalogata nella Biblioteca del Conservatorio), infine ne abbiamo un’altra completa alla Biblioteca Nazionale di Vienna e una copia dei numeri corali, un tempo proprietà del barone G. An Swieten, negli archivi del Musikverein della capitale austriaca. Quest’ultima fonte autorizzerebbe l’ipotesi che Mozart conobbe queste musiche ed effettivamente qualcosa dello stile di Traetta lo troviamo nelle ultime musiche sacre del maestro salisburghese. In tempi moderni il Miserere, trascritto da Jolando Scarpa sulla scorta delle copie sopracitate, è stato proposto diverse volte in Italia e anche a Budapest e sempre riscuote un caloroso consenso di pubblico e di critica.

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